Gatti, libri, scrittori e incidenti.

cover

Avete presente quei film d’animazione in 3D, dove capita che un oggetto sfugga al controllo di chi lo gestiva e inizi a rotolare oppure cada rovinosamente, causando una lunga serie di catastrofi?

Beh, qualcosa di simile mi è accaduto giusto ieri. Però meglio cominciare dal principio.

Ho regalato a mia madre una copia di “In un paese bruciato dal sole. L’Australia”, un tomo di quattrocento undici pagine, scritte dall’instancabile Bill Bryson. Lei adora la letteratura anche quella di viaggio. Probabilmente, ha tendenze masochiste, ma su tale questione non intendo indagare.

Sta leggendo il libro un po’ alla volta. A quanto pare, ha scelto di non traumatizzarsi tutta d’un colpo. Bene, almeno fin qui. Fatto sta che, da  settimane, il libro è piantato fisso sulla scrivania della sala, che è di vetro.

Perché vi sto fornendo queste informazioni? Perché sono di vitale importanza per me e il mio piede destro. Adesso vi starete domandando che cosa abbiano in comune il mio piede destro e il libro di Bryson? Giusto? Per spiegare la faccenda devo aggiungere un terzo personaggio: Belle, la mia dolce gatta.

c2y57aqbragxfg3qbbutq_thumb_1777
Il tenero animaletto si è lanciato sulla scrivania in una folle corsa, come se si trovasse nello sconfinato bush australiano, e, siccome, ripeto, il ripiano è di vetro, non è riuscito a frenare.

Le zampine hanno colpito il volume ad alta velocità, facendolo schizzare via. Indovinereste mai chi passava accanto allo scrittoio  proprio in quel momento? Ma io, la solita fortunata. Giuro, ha centrato in pieno la venuzza che sporge sul collo del piede. Un male boia, che non vi dico. Ho stramaledetto Bryson, la mamma e i suoi gatti, con un’impensabile caduta di stile.

Mi sono consolata, pensando che almeno non sono costretta a leggerlo. In tal caso, altro che caduta di stile. Avrei ricorso alla blasfemia.

Mia madre mi ha domandato perché stessi imprecando. È stato allora che, recuperato l’orgoglio, assieme all’uso dei polmoni, ho tentato di dare un tono “elegiaco” al ridicolo avvenimento.

«Non è successo niente mamma. È solo che, d’improvviso, ho sentito su di me il peso di un’intera Nazione», ho risposto.

Mi mancavano solo una coperta azzurra e il pollice in bocca.

A ogni modo mi piace pensare che, come incidente, abbia sfiorato quasi il genere “diplomatico”.

Annunci