I Gatti.

Poesia di Charles Baudelaire

L’amica argentina del blog https://lamoloko.wordpress.com mi ha inviato una poesia di Charles Baudelaire sui gatti, che vi propongo, perché mi piace molto.

Charles Baudelaire nacque a Parigi il 9 aprile 1821. Nel 1857 pubblicò la silloge poetica I fiori del male, un’opera che scandalizzò i contemporanei, tanto da condurre il poeta in tribunale, come accadde successivamente anche a Gustave Flaubert con Madame Bovary e a David Herbert Lawrence con L’amante di Lady Chatterley.

Baudelaire, poeta che tutt’ora affascina e conquista, dedicò alcune poesie ai gatti.

In questo componimento, egli afferma che neppure Erebo, figlio di Caos, sovrano del regno dei morti nell’antica Grecia, potè piegare la loro fierezza, che essi sono possenti, dolci, freddolosi e sedentari, simili a sfingi  e hanno pupille mistiche.

Non posso che dargli ragione! Quanto ci somigliamo! Senza Byron e Belle la mia casa sarebbe vuota e priva di vita!

Pubblico la prima poesia sui gatti di C. Baudelaire. Altre seguiranno.

I fervidi innamorati e gli austeri dotti

amano ugualmente, nella loro età matura,

i gatti possenti e dolci, orgoglio della casa,

che come loro sono freddolosi e sedentari.

Amici della scienza e della voluttà,

ricercano il silenzio e l’orrore delle tenebre;

l’Erebo li avrebbe presi per funebri corsieri,

se essi avessero potuto piegare al servaggio la loro fierezza.

Prendono, meditando, i nobili atteggiamenti

delle grandi sfingi allungate in fondo a solitudini,

che sembrano addormirsi in un sogno senza fine;

le loro reni feconde sono piene di magiche scintille,

e di frammenti aurei, come sabbia fine,

scintillano vagamente le loro pupille mistiche.

Di Giuseppina D'Amato

Amo i libri, la fotografia e i gatti. Sono professoressa in quiescenza, scrittrice e fotografa per passione. Lascio che il mondo precipiti nei miei occhi. Osservo la gente e lo spazio intorno a me. Narro con le parole e scrivo con la luce.

2 commenti

  1. Benvenuto, Marcello. La tua visita mi ha fatto molto piacere. Sarai sempre il benvenuto qui. Ancor più perché anche tu, come me, rifuggi le corti e i Poeti Laureati. Ti ringrazio molto per il dono che mi hai fatto. L’ho molto gradito. In special modo perchè trovo la tua traduzione fedele all’originale e al medesimo tempo vicina al gusto contemporaneo. La modesta versione che ho pubblicato è il frutto di varie traduzioni con qualche modifica personale. Ho navigato un po’ nel tuoi blog e tornerò a leggerti. Ti auguro una buona giornata. 😍

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  2. Giuseppina🌹 , con felice sorpresa ho scoperto che hai pubblicato questa poesia di Baudelaire sui gatti. Mi pregio inviarti il testo in francese con la mia traduzione (ho tradotto e pubblicato tutti “Les fleurs du Mal”). Spero che la mia invasione non ti abbia disturbato. Grazie dell’ospitalità 🙏
    LVI
    LES CHATS

    Les amoureux fervents et les savants austères
    Aiment également dans leur mûre saison
    Les chats puissants et doux, orgueil de la maison,
    Qui comme eux sont frileux et comme eux sédentaires.

    Amis de la science et de la volupté,
    Ils cherchent le silence et l’horreur des ténèbres ;
    L’Érèbe les eût pris pour ses coursiers funèbres,
    S’ils pouvaient au servage incliner leur fierté.

    Ils prennent en songeant les nobles attitudes
    Des grands sphinx allongés au fond des solitudes,
    Qui semblent s’endormir dans un rêve sans fin ;

    Leurs reins féconds sont pleins d’étincelles magiques,
    Et des parcelles d’or, ainsi qu’un sable fin,
    Étoilent vaguement leurs prunelles mystiques.

    LVI
    I GATTI

    Gli innamorati fervidi e i sapienti austeri
    amano entrambi nell’età matura
    gatti possenti e dolci, orgoglio della casa,
    che sono come loro freddolosi e sedentari.

    Amici della scienza e della voluttà
    cercano il silenzio e l’orrore delle tenebre.
    L’Erebo li vorrebbe quali corsieri funebri
    se potessero al servilismo piegare la fierezza.

    Assumono pensando le nobili attitudini
    di sfingi che si allungano in fondo alla solitudine
    e sembrano dormire un sogno senza fine.

    Hanno reni feconde piene di scintille magiche,
    e granuli di oro, simile a sabbia fine,
    costellano con grazia le loro pupille mistiche.

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