Belle dei Tatamoon


Belle: Un riposino sulla mia umana, ogni tanto ci vuole.

Byron: Sì, ma tu non scendi mai.

Belle: Ti piacerebbe prendere il mio posto, fratello?

Byron: Mew, meaw, wuau, wuaoooo.

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Buon Natale.


I wish you a Merry Christmas!


Siamo gatti Devon Rex: Byron, Belle e il “Ce l’hai”.


okd0ydraquqghayr7uqopg_thumb_178fMew, mew, miao a tutti.

Questa mattina, Belle aveva voglia di giocare. Io, invece avevo altro per la testa. Beh, sì. Insomma, dormicchiavo sul lettone accanto a Pina, che non si era ancora alzata. Arriva lei, e mi salta addosso. Ho pensato che volesse giocare, e l’ho lasciata fare, fingendo di respingere il suo attacco, tanto per stare al gioco. Allora, lei si allontana con la coda dritta. Si volta, fa un salto alto un metro, e mi ripiomba addosso, ringhiando, nera come un puma. Ripete gli assalti una, due, tre volte, sempre rognando, e azzannandomi alla gola. Sentivo gli artigli dappertutto, sottili sottili come le spine di una rosa canina.

“Rosa canina” lo dice Pina, però io non so che cos’é una rosa canina. Una volta, ho sfogliato i petali di una rosa rossa con i cuscinetti e un poco d’artiglio, ma non aveva niente che ricordasse un cane.

Mia sorella adora giocare ad acchiapparella, che la saputa di famiglia chiama “Ce l’hai”, “acchiappino”, “lupi” o “darsela” e io devo “stare sotto”, mentre lei fugge a zampe levate. Mi viene l’affanno prima di riuscire a prenderla, perché lei è veloce come un fulmine. Però, quando l’afferro, me la godo. L’acciuffo dalla  coda, e affondo i denti nella chiappetta rosa: è una delizia  conficcare gli incisivi nella sua carne tenera. Lei, allora, si lamenta e rogna, rogna e si lamenta, e fa correre le umane, che sgridano me anche se comincia sempre lei.

Torniamo a stamattina. Dicevo che Belle è tenera e delicata, che brontola, appena qualcuno la tocca, come se avesse subito chissà quale torto, e che ama stuzzicarmi, mentre dormo. Ebbene, questa mattina, Belle sembrava più un cucciolo di tigre che una cucciola di Devon Rex, mi ha morso finanche gli occhi, e mi ha graffiato il tartufo. Allora, ho reagito, e le ho mollato una pappina. Lei è scappata, e io l’ho raggiunta in cucina.

L’ho  placcata, e le ho azzannato la gola, ma anche lei stringeva forte la mia. Quando ci siamo separati, eravamo entrambi ansimanti e malconci. Lei è corsa su per le scale, e io l’ho seguita per darle il resto. Lei, figlia di una iena e di un piranha, è andata nella camera, dove Pina dormicchiava con un occhio aperto e l’altro chiuso, e le è saltata sul petto. Furba. Così non le prendeva. Mi sono fermato sulla soglia, a distanza di sicurezza, e le ho osservate.

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«Tesoro», dice Pina, guardandole il collo. «Che cos’hai? Sei tutta arrossata».

Poi mi fissa come se fossi un volgare surmolotto.  «Byron, che cosa le hai fatto?» mi domanda, ispezionando la gola della iena.

«Amore, hai uno squarcio che sanguina» e, di nuovo, mi fulmina con un’occhiataccia.

Me ne torno a coda bassa in cucina a mangiare la pappa che Chiara ha preparato, e lascio quelle due a farsi le coccole.

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Dalla stanchezza devo essermi appisolato sulla sedia, al calduccio del termosifone, finché, a un tratto, senza sapere come e perché, sento un rampognare soffocato. Penso sia di nuovo Belle, mi guardo intorno, ma non c’è traccia del suo musetto. Invece, sul pavimento, vedo la “borsa blu da veterinario” che si agita, e miagola in modo pietoso. Caspita, penso, se hanno messo Belle là dentro, significa che la portano dalla Vet. Allora, mi lancio giù dalla sedia, e cerco di squarciare il borsone con gli artigli.  Pina mi guarda, e tace. Brutto segno quando non parla.

Le dico le parole più belle per intenerirla. «Mew, ouì, ouì, wuau».

«No, non posso lasciarvi a casa da soli. Altrimenti vi scannate», esclama lei per tutta risposta. «Che cosa vi è preso, stamattina?»

«Mew, meaw, ouì, wuau», ripeto, ma lei continua a brontolare.

«Belle viene con noi. Tu rimani a casa, e ti calmi. Se state insieme vi squartate. Capito Byron?»

Capisco che è ora di saltare sul cuscino, e fare un altro sonnellino. Con Belle e le umane non si ragiona. Qualcuno mi sa spiegare, perché Pina e Chiara non si arrabbiano, quando Belle fa la matta, invece se la prendono a morte se io mi comporto da gatto?

Il canto quasi segreto dei gatti.


Siamo gatti Devon Rex, Byron e Belle e i giochi con le buste.


Mew, Miao a tutti. Ancora un video racconto dei nostri giochi con le buste di cartone.

Siamo gatti Devon Rex, Byron e Belle a caccia di crocchette.


Mew mew, eccoci impegnati in un’altra avventura, raccontata nel nostro video-diario. Questa volta giochiamo a nascondino, e andiamo a caccia di crocchette. Sono buonissime, e non capiamo come mai le umane  le abbiano tirate fuori solo adesso. Miao a tutti.

Siamo gatti Devon Rex: Byron e Belle a caccia di fragole.


Oggi un grande gioco di cattura la preda: andiamo a caccia di fragole con l’umana.

Ciao a tutti.


Ciao a tutti.  Siamo Byron e Belle dei Tatamoon. Siamo fratelli, nati il 26 maggio 2016 da mamma Ukiko dei Noble Rex Nikolaus e Martin dei Golden Elf. Viviamo da settembre con le umane Chiara e Pina.

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Io sono Belle, una Devon Rex con il mantello a squama di tartaruga e gli occhi arancio. Segni particolari: bellissima con il musetto di velluto metà nero e metà grigio chiaro e incantevoli rughe sulla fronte.
Io sono Byron, ho il mantello bianco a riccioli e gli occhi color arancio. Segni particolari: dolcissimo e affettuoso.
Pina, la nostra mamma umana, scrive libri. Di conseguenza, siccome a noi piace tutto quello che fa lei, le diamo un aiuto. Quindi scriviamo a dieci zampe. Però lei non sembra contenta, quando pigiamo i tasti del computer al posto suo. Invece è felice, se sfogliamo uno dei suoi libri, e, persino, se lo assaggiamo.

Belle prova tutto: ha morso il PC e anche molte pagine. Chiara ripete che è tecnologica e intellettualoide come la sua mamma. Mah!

Pina ama anche la fotografia e noi siamo i suoi soggetti preferiti. Belle si mette in posa davanti alla telecamera e non si allontana

– Sei vanitosa, Belle.

– Tu, invece, dormi sempre.

– Sei troppo vispa. Dovresti riposare di più. Non sai che noi cuccioli dormiamo fino a sedici ore al giorno.

– Sedici ore te le dormi tu.

– Beh, sì. È vero. Schiaccio qualche pisolino. Però, adesso, andiamo avanti a pigiar tasti, e finiamo le presentazioni.

Dicevo, a Pina piace osservare la gente e il mondo intorno per “raccontarlo e scriverlo con la foto-grafia e la luce dell’anima”. Parole sue, però noi siamo gatti e non sappiamo che cosa significano.

Poco importa. Lei è un’umana speciale: prepara la pappa, gioca con noi, è coccolina, ci fa infilare sotto le coperte, possiamo saltarle sulle spalle, e, persino, leccare e mordicchiare le sue dita. Questo ci garba parecchio, perciò le perdoniamo alcune stranezze come la passione per il PC e la scrittura.

Ciao amica o amico umano. A presto. Non perdere nemmeno una delle nostre video-avventure. E, se ti va, parlaci dei tuoi amici di pelo o piume.

p. s. Domanda di Pina.

– Se c’è un/a veterinario/a che ha voglia di dare qualche consiglio sull’allevamento degli animali da compagnia può scriverci. Sarebbe bello renderci utili.

Siamo gatti: Byron e Belle, i giochi, la marmellata e le pulizie


Mew, Miao a tutti.

Siamo sempre più impegnati: questa volta a giocare e a leccare marmellata, e a fare le pulizie domestiche con il robot.