Siamo gatti Devon Rex: Byron, Belle e il “Ce l’hai”.


okd0ydraquqghayr7uqopg_thumb_178fMew, mew, miao a tutti.

Questa mattina, Belle aveva voglia di giocare. Io, invece avevo altro per la testa. Beh, sì. Insomma, dormicchiavo sul lettone accanto a Pina, che non si era ancora alzata. Arriva lei, e mi salta addosso. Ho pensato che volesse giocare, e l’ho lasciata fare, fingendo di respingere il suo attacco, tanto per stare al gioco. Allora, lei si allontana con la coda dritta. Si volta, fa un salto alto un metro, e mi ripiomba addosso, ringhiando, nera come un puma. Ripete gli assalti una, due, tre volte, sempre rognando, e azzannandomi alla gola. Sentivo gli artigli dappertutto, sottili sottili come le spine di una rosa canina.

“Rosa canina” lo dice Pina, però io non so che cos’é una rosa canina. Una volta, ho sfogliato i petali di una rosa rossa con i cuscinetti e un poco d’artiglio, ma non aveva niente che ricordasse un cane.

Mia sorella adora giocare ad acchiapparella, che la saputa di famiglia chiama “Ce l’hai”, “acchiappino”, “lupi” o “darsela” e io devo “stare sotto”, mentre lei fugge a zampe levate. Mi viene l’affanno prima di riuscire a prenderla, perché lei è veloce come un fulmine. Però, quando l’afferro, me la godo. L’acciuffo dalla  coda, e affondo i denti nella chiappetta rosa: è una delizia  conficcare gli incisivi nella sua carne tenera. Lei, allora, si lamenta e rogna, rogna e si lamenta, e fa correre le umane, che sgridano me anche se comincia sempre lei.

Torniamo a stamattina. Dicevo che Belle è tenera e delicata, che brontola, appena qualcuno la tocca, come se avesse subito chissà quale torto, e che ama stuzzicarmi, mentre dormo. Ebbene, questa mattina, Belle sembrava più un cucciolo di tigre che una cucciola di Devon Rex, mi ha morso finanche gli occhi, e mi ha graffiato il tartufo. Allora, ho reagito, e le ho mollato una pappina. Lei è scappata, e io l’ho raggiunta in cucina.

L’ho  placcata, e le ho azzannato la gola, ma anche lei stringeva forte la mia. Quando ci siamo separati, eravamo entrambi ansimanti e malconci. Lei è corsa su per le scale, e io l’ho seguita per darle il resto. Lei, figlia di una iena e di un piranha, è andata nella camera, dove Pina dormicchiava con un occhio aperto e l’altro chiuso, e le è saltata sul petto. Furba. Così non le prendeva. Mi sono fermato sulla soglia, a distanza di sicurezza, e le ho osservate.

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«Tesoro», dice Pina, guardandole il collo. «Che cos’hai? Sei tutta arrossata».

Poi mi fissa come se fossi un volgare surmolotto.  «Byron, che cosa le hai fatto?» mi domanda, ispezionando la gola della iena.

«Amore, hai uno squarcio che sanguina» e, di nuovo, mi fulmina con un’occhiataccia.

Me ne torno a coda bassa in cucina a mangiare la pappa che Chiara ha preparato, e lascio quelle due a farsi le coccole.

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Dalla stanchezza devo essermi appisolato sulla sedia, al calduccio del termosifone, finché, a un tratto, senza sapere come e perché, sento un rampognare soffocato. Penso sia di nuovo Belle, mi guardo intorno, ma non c’è traccia del suo musetto. Invece, sul pavimento, vedo la “borsa blu da veterinario” che si agita, e miagola in modo pietoso. Caspita, penso, se hanno messo Belle là dentro, significa che la portano dalla Vet. Allora, mi lancio giù dalla sedia, e cerco di squarciare il borsone con gli artigli.  Pina mi guarda, e tace. Brutto segno quando non parla.

Le dico le parole più belle per intenerirla. «Mew, ouì, ouì, wuau».

«No, non posso lasciarvi a casa da soli. Altrimenti vi scannate», esclama lei per tutta risposta. «Che cosa vi è preso, stamattina?»

«Mew, meaw, ouì, wuau», ripeto, ma lei continua a brontolare.

«Belle viene con noi. Tu rimani a casa, e ti calmi. Se state insieme vi squartate. Capito Byron?»

Capisco che è ora di saltare sul cuscino, e fare un altro sonnellino. Con Belle e le umane non si ragiona. Qualcuno mi sa spiegare, perché Pina e Chiara non si arrabbiano, quando Belle fa la matta, invece se la prendono a morte se io mi comporto da gatto?

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Siamo gatti Devon Rex: Byron e Belle alle prese con Babbo Natale.


Un grande mew, mew a tutti. Oggi vi video-raccontiamo il nostro primo incontro con Babbo Natale. Dicono che porti i doni ai piccoli, se sono bravi, ma a noi è parso un tipo strano. A ogni modo, facciamo i buoni, così lui ci porta i regali che abbiamo chiesto, e che sono: una confezione grande di crocchette, perché le umane ci danno solo carne di manzo o di quaglia,  tanti tappi colorati e tintinnanti, scatole per giocare a nascondino, campanelli e piccole prede da catturare.

Tu che stai leggendo, mi dici che cosa vorresti da Babbo Natale per te stesso o per gli altri?

Il canto quasi segreto dei gatti.


Siamo gatti Devon Rex, Byron e Belle e i giochi con le buste.


Mew, Miao a tutti. Ancora un video racconto dei nostri giochi con le buste di cartone.

Ciao a tutti.


Ciao a tutti.  Siamo Byron e Belle dei Tatamoon. Siamo fratelli, nati il 26 maggio 2016 da mamma Ukiko dei Noble Rex Nikolaus e Martin dei Golden Elf. Viviamo da settembre con le umane Chiara e Pina.

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Io sono Belle, una Devon Rex con il mantello a squama di tartaruga e gli occhi arancio. Segni particolari: bellissima con il musetto di velluto metà nero e metà grigio chiaro e incantevoli rughe sulla fronte.
Io sono Byron, ho il mantello bianco a riccioli e gli occhi color arancio. Segni particolari: dolcissimo e affettuoso.
Pina, la nostra mamma umana, scrive libri. Di conseguenza, siccome a noi piace tutto quello che fa lei, le diamo un aiuto. Quindi scriviamo a dieci zampe. Però lei non sembra contenta, quando pigiamo i tasti del computer al posto suo. Invece è felice, se sfogliamo uno dei suoi libri, e, persino, se lo assaggiamo.

Belle prova tutto: ha morso il PC e anche molte pagine. Chiara ripete che è tecnologica e intellettualoide come la sua mamma. Mah!

Pina ama anche la fotografia e noi siamo i suoi soggetti preferiti. Belle si mette in posa davanti alla telecamera e non si allontana

– Sei vanitosa, Belle.

– Tu, invece, dormi sempre.

– Sei troppo vispa. Dovresti riposare di più. Non sai che noi cuccioli dormiamo fino a sedici ore al giorno.

– Sedici ore te le dormi tu.

– Beh, sì. È vero. Schiaccio qualche pisolino. Però, adesso, andiamo avanti a pigiar tasti, e finiamo le presentazioni.

Dicevo, a Pina piace osservare la gente e il mondo intorno per “raccontarlo e scriverlo con la foto-grafia e la luce dell’anima”. Parole sue, però noi siamo gatti e non sappiamo che cosa significano.

Poco importa. Lei è un’umana speciale: prepara la pappa, gioca con noi, è coccolina, ci fa infilare sotto le coperte, possiamo saltarle sulle spalle, e, persino, leccare e mordicchiare le sue dita. Questo ci garba parecchio, perciò le perdoniamo alcune stranezze come la passione per il PC e la scrittura.

Ciao amica o amico umano. A presto. Non perdere nemmeno una delle nostre video-avventure. E, se ti va, parlaci dei tuoi amici di pelo o piume.

p. s. Domanda di Pina.

– Se c’è un/a veterinario/a che ha voglia di dare qualche consiglio sull’allevamento degli animali da compagnia può scriverci. Sarebbe bello renderci utili.

Siamo gatti: Byron e Belle, i giochi, la marmellata e le pulizie


Mew, Miao a tutti.

Siamo sempre più impegnati: questa volta a giocare e a leccare marmellata, e a fare le pulizie domestiche con il robot.

Siamo gatti Devon Rex: Byron, Belle, i giochi, la marmellata e le pulizie.


 

Hi to all you! We are Devon Rex cats: Byron and Belle, our toys,  the marmelade and the home cleaning. Our humans like cleaning and we love helping them also lapping and licking.

Il diario di Byron e Belle dei Tatamoon.


Siamo gatti: il diario di Byron e Belle e le loro umane.

Le avventure di Byron e Belle dei Tatamoon.


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Finalmente Byron II° è con noi, dopo una lunga attesa e il grande dispiacere per la morte di Byron I° a causa di una polmonite. Chiara ha voluto che Byron non fosse l’unico gatto nella nostra casa, troppo grande e vuota per solo tre persone e neppure un canarino a cantare la mattina. La gabbia degli uccelli è vuota da molto tempo. L’abbiamo coperta con un sacco di plastica gialla e depositata accanto ai trasportini dei gatti, che non accoglievano mici da cinque anni, da quando Yuki  ci lasciò all’improvviso per una malattia ai reni.

Questa mattina, però, Chiara ha infilato la gabbia grande e una più piccola nel bagagliaio della macchina, e siamo partite in direzione di Bergamo, dove c’è l’allevamento dei Devon Rex, in cui sono nati e cresciuti Byron e Belle, sua sorella, una tortie dal viso di velluto metà chiaro e metà scuro.  “Ci sarà vita in casa, d’ora in avanti!” penso, mentre scrivo.

Dopo una disavventura con il Bancomat e le indicazioni  del navigatore, per lo più errate o in ritardo rispetto agli svincoli, siamo arrivate a destinazione un’ora e un quarto dopo l’orario stabilito. Daniela, per fortuna, è una persona di buon cuore e non ci ha “ostiato contro“. Però, lei non si spiega come facciamo a perderci tutte le volte in un paesotto della bergamasca, dove siamo già state. A dire il vero, neanch’io mi capacito, dato che non smarrisco l’orientamento neppure nelle metropoli come Parigi, Napoli o Milano. Boh, vai a capire!

Sbrigate le pratiche di prassi, Daniela ci ha condotto, non senza commozione, nella stanza in cui stavano i gattini. Dormivano entrambi, acciambellati sulle poltrone sotto al tavolo, estenuati da una mattinata di giochi sfrenati. Li ha messi insieme nel trasportino grande, prima Byron poi Belle, su una delle sue copertine, poiché io avevo dimenticato il cuscino che pure è parte della gabbietta.

Belle e Byron hanno ripreso a sonnecchiare, appena ho messo in moto la macchina. Durante il viaggio, breve, nonostante io abbia sbagliato un paio di svincoli, neanche un miagolio. Giunti a casa, il carattere di ciascuno è subito emerso. Uscita dalla gabbia, Belle si è fiondata nel fragolone grattatoio, in prossimità del divano, sotto cui è stata nascosta per ore. Byron, invece, ha esplorato tutta la casa. E quando dico tutta, intendo i tre piani, compresa la taverna, i balconi, i ripiani dei mobili e persino l’interno della lavastoviglie. A prima vista sembra che Byron prediliga la taverna e il balcone, dove ha fatto salti alti un metro. Ma il nascondiglio preferito di entrambi è il leggio, dicasi sulle mie gambe, sotto il piano inclinato, dove appoggio il computer, che emana un certo calore, e, aggiunto al tepore dei loro corpi, fa effetto borsa dell’acqua calda, che, d’estate, non è piacevole! Me l’avevano detto che i Devon  “ti vivono addosso”, ma non credevo di dover interpretare la frase alla lettera.

Byron è un accentratore. Monopolizza tutto, cose e persone: ciotole del cibo, lettiera, pietanze e, persino, me e Chiara, al punto che scaccia Belle, quando ci viene vicino. Mi pare che consideri noi e l’intera casa sua proprietà esclusiva. Se continua così, dovrò studiare qualche strategia per far emergere anche Belle.

Belle è timida, dolce e bellissima. Ha un tartufo simpatico e un mantello a squama di tartaruga color crema rosato con macchie grigie più o meno scure, che fa molto signorina elegante. Byron è bianco, come si vede in una delle rare fotografie che sono riuscita a fargli. In genere, anziché fotografare lui, riprendo la scia di vento che smuove al suo passaggio.

Continua a leggere i prossimi episodi de “Le avventure di Byron e Belle”.

La seconda visita a Byron


12898222_1541504289479748_827696419818976908_oZampabiancaSono bello!

Dopo Pasqua, mia figlia ed io siamo andate a fare un saluto a Byron e ai suoi fratelli.

Vivono tutti insieme appassionatamente in una cattery amatoriale, gestita con affetto e competenza da Daniela.

L’allevatrice ha dedicato la vita ai suoi Devon Rex e a tanti mici europei che, spesso, ha salvato dal randagismo, offrendo loro un alloggio, cibo, cure e tanto amore. Quando arrivo da lei, gli europei spariscono, mentre i Devon rimangono calmi dove si trovano. Qui, Byron gioca con la mia mano che lo provoca, grattando il divano. Il suo sguardo attento minaccia agguati e ricami sulle dita, e sembra dire «Se mi tocchi, ti faccio a quadretti!» Lo adoro, non vedo l’ora di averlo a casa.